Ichigo (ichigo_85) wrote,
Ichigo
ichigo_85

[Hikanoo] Ppalgan yeppeun ipsullo eoseo nareul jigigo ga

Titolo: Ppalgan yeppeun ipsullo eoseo nareul jigigo ga (Con quelle belle labbra rosse finiscimi in fretta) [Eyes, Nose, Lips -Taeyang-]
Fandom: RPF - Hey! Say! JUMP
Personaggi: Yaotome Hikaru, Inoo Kei
Pairing: Hikanoo
Rating/Genere: nc-17/romantico, erotico, AU
Warning: slash
Wordcount 2.388 fiumidiparole
Note: la storia è scritta per la diecielode per la tabella Humanity Face con il prompt ‘Labbra’ e per la 500themes_ita con il prompt ‘La canzone delle sirene’.
Della serie
Disclaimer: I protagonisti di questa storia non mi appartengono, non li conoscono personalmente e i fatti di seguito descritti non hanno fondamento di verità. La storia non è scritta a scopo di lucro.
Tabella: 500themes_ita
Tabella: Humanity Face

Kei si guardò attorno nella via per assicurarsi che quello fosse l’unico negozio di musica nel raggio di alcuni metri e appurato che così era entrò, facendo trillare la campanella posta sopra la porta.
“Buonasera!” lo accolse una voce gentile e il viso sorridente di un uomo.
“Buonasera” rispose Kei, osservando il negozio.
“Hai bisogno di aiuto? Non mi sembri molto pratico” affermò probabilmente quello che era il commesso e Kei scosse la testa.
“In realtà non so se sono nel posto giusto, spero di sì. Non devo acquistare, ma sto cercando una persona” spiegò. “Lavora qui Yaotome Hikaru-kun?” chiese e l’uomo sorrise, sospirando poi teatralmente.
“Ah, mai una volta che i bei ragazzi, o anche le belle ragazze, cerchino me” si dispiacque. “Comunque sei nel posto giusto! Te lo chiamo!” assicurò, facendogli cenno di aspettare e guardando nel negozio tra le varie sezioni.
“Ehi, rubacuori, c’è un cliente che ti cerca!” lo appellò dopo averlo trovato e quando Hikaru fece capolino, riconoscendo Kei, sorrise.
“Non gli hai fatto niente, vero? Perché mi sembra così sconvolto?”
“Io nulla, vero?” disse l’uomo chiedendo l’appoggio di Kei. “Semmai sono io quello dispiaciuto, sei tu richiestissimo, eppure il negozio è mio!” ammise, lasciando i due da soli e accogliendo altri due clienti.
“Kei, che bella sorpresa! Cosa ci fai qui?” gli chiese Hikaru con un sorriso, avvicinandosi a lui e volendo prenderlo per i fianchi, ma l’altro si scostò.
“E così tutti chiedono di te, eh? Bei ragazzi” elencò. “Belle ragazze” aggiunse con fare stizzito, facendo ridere Hikaru, il quale riuscì a prendergli le mani nonostante le sue rimostranze.
“I clienti per me sono tutti importanti, ma tu lo sei molto di più!” assicurò, tirandolo verso di sé, vedendolo però sfuggirgli.
“Hikaru, ci sono altre persone, smettila!” lo ammonì.
“Come siamo pudici!” lo prese in giro Hikaru. “Vorrà dire che quando finirò il turno avrò diritto di baciarti quanto mi pare!”
“Tu hai sempre il diritto di baciarmi quanto ti pare” gli ricordò Kei, tornando poi alla questione per la quale era andato a trovarlo. “Quando finisci?” chiese, cambiando argomento e seguendolo mentre rimetteva a posto alcuni strumenti, parlandogli ma senza intralciarlo.
“Tra un quarto d’ora chiudiamo, perché?”
“Avrei un favore da chiederti. Lo so che è un po’ tardi, ma dato che il tempo ancora lo permette volevo chiederti se mi accompagnavi sulla spiaggia. Devo fare delle foto per una mostra espositiva e oggi è la giornata perfetta!”
Hikaru lo guardò dubbioso, osservando poi fuori dalla vetrata: “Kei, sta per piovere!” gli fece presente.
“Lo so che non sembra, ma le previsioni danno solo cielo coperto, faccio alcuni scatti e poi possiamo rientrare, io con il pullman non ce la farei, ti prego!” lo scongiurò, guardandolo con occhi supplici. “Ci sono delle nuvole fantastiche e poi, ah!” si ricordò dopo. “Si narra che proprio in serate come questa si possa sentire la canzone delle sirene!” assicurò, annuendo anche con la testa e Hikaru rise.
“Non è vero! Te lo stai inventando adesso per convincermi!”
“Invece no, è studiato scientificamente!” si impuntò ancora il più grande.
“Cosa è studiato scientificamente?” il titolare del negozio si avvicinò ai due, captando il loro discorso e Hikaru lo ragguagliò, facendo anche le dovute presentazioni.
“Capo, lui è Kei, il mio ragazzo e sta cercando di convincermi a portarlo sulla spiaggia per fare delle foto, insinuando che solo in queste condizioni meteo si possa sentire il canto delle sirene!” prese in giro il fidanzato, ma non trovò appoggio nel proprio capo, il quale assecondò l’argomentazione del fotografo.
“L’ho sentita anche io questa notizia!” sorprese i due e Kei sorrise grato all’uomo.
“Grazie, capo! Hai visto? Ti scongiuro, accompagnami, Hikka, è importantissimo per me!” lo pregò ancora e l’altro annuì, sospirando.
“Certo che ti ci porto, lo sapevi che l’avrei fatto!” accettò, indicandogli poi una sedia.
“Puoi aspettarmi dietro il bancone se farai il bravo!” gli chiese e il capo si intromise di nuovo.
“Non se ne parla!” negò quella soluzione. “Andate adesso, via!” li cacciò entrambi.
“Ma capo, non dobbiamo ancora chiudere e io qui non ho…” cercò di spiegare Hikaru, ligio al dovere, ma l’altro lo zittì con la mano.
“Non importa, sono solo quindici minuti. Andate adesso fintanto che c’è ancora abbastanza luce. Se proprio ci tieni, domani puoi aprire tu! Per recuperare!” gli spiegò facendogli l’occhiolino.
“Grazie capo!” esclamò Kei, grato, e Hikaru sorrise a sua volta.
“Grazie!” replicò, sparendo un istante nel magazzino per prendere le proprie cose e uscendo con Kei dal negozio.
“È stato gentile, vero? A lasciarti andare via un po’ prima!” affermò Kei quando arrivano in spiaggia.
“Sì, ci tiene molto a me e poi vede che lavoro sodo. Sa che non sarei rimasto indietro!” spiegò ancora Hikaru, seguendo Kei sulla spiaggia, lasciando che lo precedesse, salvo poi vederlo tornare indietro e lasciargli in custodia la tracolla dove teneva la sua preziosa macchina fotografica.
“Io ti aspetto qui!” gli disse, sedendosi sulla sabbia e guardando Kei concentrarsi sugli scatti e farne diversi, prima di tornare verso di lui.
“Guarda Hikka!” lo chiamò Kei, inginocchiandosi sulla sabbia di fronte a lui e sedendosi poi in mezzo alle sue gambe, mostrandogli l’anteprima. “Come ti sembrano?” gli chiese, volendo il suo parere e come al solito Hikaru non si trattenne dall’elogiarlo.
“Ah, dimentico che tu sei sempre di parte, ma grazie lo stesso! E anche per avermi portato qui senza battere ciglio” sorrise Kei, baciando l’altro sulle labbra e poggiando la testa sulla sua spalla, posizionandosi vicini con i volti, scattando una foto di quell’intimo momento.
Rise, guardando come fosse venuta, passando una mano tra i capelli dell’altro: “Sono tutti scompigliati!” gli disse cercando di domarli, impossibilitato dal vento dispettoso.
“Kei, dovremo rientrare, secondo me sta per venire giù il cielo!” propose Hikaru, stringendo l’altro a sé per scaldarlo con le proprie braccia e scaldarsi a sua volta.
“Ma è così bello qui! Mi piace questa atmosfera un po’ grigia!” ammise Inoo, conservando la macchina nella custodia.
“Ti piacerà di meno quando sarai zuppo dalla testa ai piedi!” lo riportò alla realtà Hikaru e Kei rise, sollevandosi appena e prendendogli il volto tra le mani.
“Ma non sarebbe romanticissimo restare qui a scambiarci un passionale bacio sotto la pioggia?” gli propose con fare sensuale, accostandosi a lui.
Yaotome si sporse per riuscire a rubargliene uno semplicissimo, ridendo: “Potremo farlo anche a casa quello. E non rischieremo nemmeno una multa per atti osceni in luogo pubblico!” lo prese in giro, sollevandosi e tirando l’altro in piedi, stringendolo in vita.
Kei gli circondò il collo con le braccia e chiuse gli occhi, accettando il bacio di Hikaru, lasciandosi cogliere dall’atmosfera, costretto poi a separarsi da lui quando d’improvviso una pioggia sottile ma fitta iniziò a scendere dal cielo.
“Oh no!” si lamentò ridendo e Hikaru lo prese per mano, tirandolo verso il parcheggio.
“Te l’avevo detto io!” lo rimproverò, passandogli il casco e mettendo velocemente in moto.
Kei rise per quell’imprevisto, stringendosi a Hikaru quando questi partì, deciso ad arrivare a casa il prima possibile, ma facendo attenzione alla strada e al traffico in quella particolare situazione di pioggia.
“Scusa!” urlò Inoo, sporgendosi in avanti di modo che Hikaru lo sentisse anche attraverso il casco e l’altro gli sorrise guardandolo dallo specchietto, accelerando quando ebbe strada libera davanti a sé e giungendo presto a casa propria.
Si infilò nel parcheggio coperto del condominio dove abitava e fece scendere Kei per primo.
“Mi spiace” gli disse Hikaru, facendolo salire in casa. “Ti accompagno di nuovo appena spiove” assicurò.
“Va bene, tranquillo. E poi non avrei voluto che ti avventurassi sotto l’acqua per portare prima me. Hai già fatto anche troppo!” assicurò, guardandosi attorno curioso. “Non ero mai stato a casa tua, peraltro!” affermò, avvedendosene in quel momento.
“Comportati bene!” scherzò Hikaru, cedendogli il passo per farlo entrare per primo e Kei subito andò in perlustrazione della casa, curiosando tra le cose del più piccolo e fermandosi poi nel piccolo salotto.
“Allora?” lo interrogò Yaotome, prestandogli un telo per asciugarsi i capelli. “Ti piace? Ho superato la prova?” gli chiese divertito e Kei annuì.
“A dire il vero sono rimasto abbastanza sorpreso, non immaginavo che fossi così ordinato!” rivelò. “Però mi piace, sa di te, mi fa stare bene!” affermò, avvicinandosi al più piccolo, posandogli le mani sulle spalle.
Hikaru lo prese per i fianchi, abbracciandolo circondandogli la schiena sollevandolo appena da terra, baciandolo.
Kei rise e poi si scostò da lui per starnutire.
“Mi dispiace” si preoccupò subito Hikaru. “Dovresti toglierti questi vestiti bagnati di dosso. Ti presto io qualcosa, puoi farti una doccia!” offrì ospitale, ma Kei non gli permise di scostarsi da lui, prendendogli le mani tra le sue e guardandolo con fare fintamente innocente.
“Forse hai ragione, dovrei togliermi questi abiti bagnati… e anche tu dovresti seguire il tuo stesso consiglio” propose, tirandogli la maglietta, guardandolo da sotto in su.
“Kei…?” Hikaru lo chiamò interrogativo, cercando di capire se quello che stava leggendo tra le righe fosse la giusta interpretazione delle sue parole.
“Dimmi?” Inoo continuò a guardarlo e a far dondolare insieme le loro mani, scoppiando poi a ridere quando lesse confusione sul volto del musicista. “Andiamo, hai bisogno dei sottotitoli?” gli chiese, prendendolo in giro e Hikaru lo afferrò rapido in vita, sollevandolo tra le braccia, baciandolo irruento sulle labbra, muovendo pochi passi prima di rimettere Kei con i piedi per terra.
“Non ti preoccupare, ho capito! Volevo solo esserne certo” spiegò. “Prima che ti passi la fantasia…” iniziò, tirandolo con sé verso la camera da letto, sentendo Kei ridere.
“La mia è una fervidissima immaginazione, tranquillo” lo stuzzicò, avvicinandosi al letto e levandosi la maglia con un fluido movimento delle braccia, prima di salire sul materasso e procedere a togliere da sé anche i pantaloni.
Yaotome lo imitò spogliandosi degli abiti bagnati, raggiungendo poi l’altro sul proprio letto e facendolo stendere sotto di sé, sfilandogli anche la biancheria.
“Questo voglio farlo io” pretese, muovendo le mani in una carezza languida sulla sua pelle, sentendo Kei sospirare d’impazienza.
Si chinò su di lui, baciandogli le labbra, sentendo le dita di Inoo scorrere dalle sue spalle alla schiena, posando le mani sul suo sedere, spingendolo verso il proprio corpo.
Hikaru gli morse il labbro inferiore, prima di ridiscendere sul suo corpo esplorandolo in quel modo, inebriandosi del suo profumo e dei gemiti che Kei non riusciva a trattenere. E sebbene il fotografo avrebbe passato volentieri tutto il tempo del mondo a farsi accarezzare dalle labbra di Hikaru, era deciso a prendere in mano la situazione: approfittando di un momento di distrazione del più piccolo, lo mandò disteso sul materasso, salendo cavalcioni su di lui, prendendo ora lui a giocare con quel corpo caldo, dimentico ormai dei brividi che la pioggia aveva fatto provare loro poco prima.
“Kei” ansimò stavolta Hikaru, tendendosi verso quelle labbra che lo stavano torturando e il più grande lo tacitò con lo sguardo, allungando una mano verso la sua bocca, lasciando che iniziasse a inumidire le sue dita, mentre a sua volta si prendeva cura del suo sesso avvicinando le labbra, schiudendole con fare sensuale.
Hikaru per un attimo era rimasto stregato e confuso da quella mossa, incantato nell’osservare quelle labbra rosse su di sé, ma tornando appena cosciente quando vide Kei, da solo, iniziare a preparare il proprio corpo.
Lo fermò allora, spostandolo da sé spingendolo per le spalle e sistemandosi dietro di lui: Kei si distese di nuovo sul letto, sollevando il sedere per permettere a Hikaru di avere una migliore capacità di movimento.
Quando poi si sentì pronto e affatto capace di resistere oltre a quella tortura seducente, Kei richiamò il fidanzato, il quale lo accontentò e, tenendolo ben saldo per i fianchi, iniziò a penetrarlo con lentezza, permettendogli di sentirlo scivolare dentro di sé e dargli il tempo di abituarsi.
Kei sospirò a fondo, cercando di rilassare i muscoli e non badare a quel senso di dolore nascosto, volendo recepire solo il piacere che sentire Hikaru entrare in lui riusciva a fargli provare.
Quando Yaotome si fermò, si chinò in avanti, baciando Kei sulle schiena, tra le scapole e facendosi strada con una mano tra le sue gambe, accarezzando il suo sesso, cercando di distrarlo e aumentare l’eccitazione.
Kei voltò il capo, sorridendo al ragazzo e circondandogli il collo con un braccio, tirandolo verso di sé per riuscire a baciarlo. Hikaru non gli negò quel contatto, volendo sentire la sua morbidezza contro le proprie labbra e quando Kei si mosse, chiedendogli tacitamente di muoversi, lo fece, sfilandosi appena da lui e penetrandolo di nuovo, senza mai fermarsi, ogni volta aumentando l’intensità delle spinte, fino a che non solo con i movimenti dei fianchi, ma con voce roca Kei gli chiedeva di non trattenersi più.
Hikaru gli fece allargare le gambe, di modo da potersi muovere meglio e permettersi di sentirlo completamente mentre affondava in lui, chiedendogli poi di voltarsi per riuscire a guardarlo.
“Così è meglio” disse il più grande, avvolgendo le gambe attorno alle cosce di Hikaru, sentendolo di nuovo affondare in lui, concedendosi un lungo gemito di piacere.
E Hikaru non aspettava altro che quello per riprendere il ritmo e portare entrambi all’apice del piacere azzerando ogni pensiero. Si lasciò andare disteso sul letto, di fianco a Kei, poggiando mollemente un braccio sullo stomaco del più grande, riprendendo fiato.
Inoo ridacchiò, intrecciando una mano con la sua e poi avvicinandosi al musicista, baciandogli la gola.
Hikaru sollevò la testa e lo tirò contro di sé, stringendolo: “Cos’hai da ridere?”
“Sono felice” rispose d’istinto Kei, sospirando beato, continuando a guardarlo: “E stavo pensando una cosa.”
“Tipo cosa?”
“Ci starebbe bene se ci facessimo una foto ora, non pensi?”
“Cosa?” Hikaru lo guardò sconvolto. “Ho capito la deformazione professionale, ma così mi pare esagerato!”
“Oh, perché? Mica la esporrei da qualche parte, la terrei per me. E poi hai un’espressione così bella adesso” lo elogiò, sfiorandogli con i polpastrelli le labbra e il volto.
“Indovina mai perché. Merito tuo!” gli rispose Yaotome, stringendolo e baciandogli le labbra. “Ti va bene anche se la faccio con il cellulare?” cedette poi Hikaru. “Sono troppo stanco per andare a prendere la tua!”
“Mi va benissimo!” annuì Kei, vedendo Hikaru allungare un braccio sul pavimento dove aveva abbandonato i propri pantaloni e trovando subito il cellulare.
“Sei pronto?” chiese, allungando un braccio per meglio inquadrare entrambi, scattando quando Kei lo abbracciò, mettendosi in posa, sorridendo all’obbiettivo.
Tags: comm: 500themes_ita, comm: diecielode, fanfiction: hey! say! jump, genere: au, genere: erotico, genere: fluff, genere: oneshot, genere: romantico, hey! say! jump: inoo kei, hey! say! jump: yaotome hikaru, pairing: hikanoo, rpf, tabella: 500themes, tabella: humanity face, warning: slash
Subscribe

  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 0 comments