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Ichigo
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[Hikanoo] My trembling lips your fluttering heart

Titolo: My trembling lips your fluttering heart [Best Luck – Chen of EXO-]
Fandom: RPF - Hey! Say! JUMP
Personaggi: Yaotome Hikaru, Inoo Kei
Pairing: Hikanoo
Rating/Genere: PG-13/ fluff, romantico, AU
Warning: slash
Wordcount 1.251 fiumidiparole
Note: la storia è scritta per la diecielode per la tabella Humanity Face con il prompt ‘Fronte’ e per la 500themes_ita con il prompt ‘Proverò con la violenza’.
Della serie
Disclaimer: I protagonisti di questa storia non mi appartengono, non li conoscono personalmente e i fatti di seguito descritti non hanno fondamento di verità. La storia non è scritta a scopo di lucro.
Tabella: 500themes_ita
Tabella: Humanity Face

Kei bussò alla porta dello studio di Hikaru, ma non ricevette risposta immediata. Riprovò di nuovo e accostò l’orecchio per sentire meglio, ma non udì risposta.
“Hikka, sono io. È permesso?” chiese, abbassando la maniglia e affacciandosi appena oltre l’uscio trovando la stanza vuota. “Non c’è!” constatò, richiudendosi la porta alle spalle, guardandosi attorno. “Ma dove è andato? Eppure gli avevo detto che sarei passato con il pranzo!” mormorò tra sé, avvicinandosi alla scrivania e posando la busta sul tavolo, prendendo il cellulare per chiamarlo.
“La sua pausa è iniziata da un bel po’, spero non sia in visita” si disse, ponderando quell’eventualità, in attesa del primo squillo, sentendo di rimando la suoneria del cellulare del fidanzato provenire chiara da dentro la stanza stessa.
Si guardò attorno, cercando l’apparecchio e voltandosi si accorse delle tende tirate nel punto in cui c’era il lettino sul quale Yaotome era solito visitare i suoi pazienti.
Chiuse la chiamata e scostò la tenda, sorridendo quando vide il fidanzato che dormiva beatamente: si sedette sul bordo del materasso e lo scosse per una spalla.
“Hikka-sensei?” lo chiamò, passandogli una mano tra i capelli per svegliarlo dolcemente e mormorandogli piano all’orecchio. “Hikaru…”.
Il più piccolo mormorò qualcosa di indistinto, rannicchiandosi di più su se stesso, prima di schiudere gli occhi, emergendo dal proprio sonno.
“Buongiorno” lo salutò Inoo quando i loro sguardi si incrociarono.
“Mh, Kei…” biascicò l’altro, stiracchiandosi e passandosi le mani sul volto. “Mi sono addormentato” constatò, tirandosi a sedere.
“Già!” sorrise il più grande, alzandosi e prendendo la busta portandola con sé sul letto.
“Sei molto stanco, Hikka, perché non torni a casa quando puoi?” gli chiese, conosceva la caparbietà e il senso del dovere del fidanzato, ma a volte esagerava e si trascurava.
“Lo so, ma ultimamente ci sono diversi medici in giro per dei seminari e serve una mano in più” gli spiegò, abbracciandolo e accostandosi al suo viso per ricevere un bacio.
Inoo glielo concesse e lo guardò con la coda dell’occhio: “Sì, lo capisco, ma non voglio che ti trascuri. Se non fosse per me adesso salteresti anche il pranzo!” gli fece presente, aprendo il bento e posando il tovagliolo sopra le lenzuola, tendendo all’altro le bacchette.
“Sei sicuro di non avere anche la febbre?” gli chiese, posandogli una mano sulla fronte, confrontando la temperatura con la propria.
Hikaru sorrise, prendendogli il polso e baciandogli le dita.
“Sto benissimo, non ti preoccupare, ho solo sonno!” spiegò, tranquillizzandolo.
“Mh, sarà! Comunque ti ho portato anche qualche integratore, non si sa mai!”
“Kei, sono un medico, non posso prendere quella roba!” gli fece presente l’altro e Inoo gli mostrò il flacone con le pastiglie.
“Sono tutte cose naturali, ho visto in TV la pubblicità e ho chiesto a Ryosuke se andassero bene, cosa credi?” appuntò offeso e Hikaru ridacchiò.
“Ah, allora va bene” concesse il medico. “Hai mai pensato di fare l’infermiere?” gli disse poi colto da quel pensiero.
“No, non credo che faccia per me. Mi fanno paura gli aghi, i prelievi e i germi!” ammise.
“Allora come puoi stare con me?” scherzò Hikaru, aprendo una bottiglietta d’acqua e bevendo un lungo sorso, finendo così di mangiare.
Kei si strinse nelle spalle: “Tu sarai la mia eccezione alla regola” affermò.
“Oh, grazie!” mormorò Hikaru, sistemandosi spalle al muro e allungando le braccia verso Kei chiedendogli di sedersi tra le sue gambe per poterlo stringere.
“Grazie del pranzo!” gli disse all’orecchio, baciandogli la fronte e cullandolo, lasciando che Kei lo coccolasse a sua volta.
Inoo giocherellò con i bottoni del camice del più piccolo, prendendo dalla tasca la penna torcia, accendendola.
“Fai aaaah!” chiese d’improvviso il più grande e Hikaru rise.
“Cosa?”
“Ti voglio visitare!” spiegò Kei, sedendosi meglio sul letto, stringendogli le guance con una mano, facendo in modo che aprisse la bocca. “Aaah!” ripeté.
“Kei!” rise Hikaru.
“Dai!” lo pregò ancora Inoo e Hikaru obbedì.
“Ahh” disse, aprendo la bocca, e Kei accese la penna torcia, curiosando nel suo palato e nella gola, chiudendo un occhio come se in quel modo potesse concentrare meglio la sua vista.
“Sembra tutto in ordine!” decise Inoo, rubando all’altro la matita e il blocco che aveva sul comodino, scrivendo qualcosa.
Hikaru lo guardò divertito e lo lasciò fare, vedendo che si osservava attorno curioso, cercando il prossimo attrezzo da poter usare.
“Oh, questo!” disse Kei e scese giù dal letto, prendendo dalla scrivania lo stetoscopio e la macchinetta per la pressione.
“Oh, andiamo Kei, non sono giocattoli!” lo riprese il medico, vedendolo fin troppo entusiasta.
“Non te li rompo mica. Sdraiati!” ordinò.
“Kei…”
“Oh, eddai! Fammi provare” chiese supplice.
“No, non sono cose che puoi… no! Cosa fai?” lo riprese, vedendo che si sporgeva sul materasso e muoveva le dita verso di lui.
“Visto che non vuoi collaborare, proverò con la violenza!” asserì Inoo, sfiorandogli i fianchi e iniziando a solleticarlo con le dita.
“Kei, ti sembra?” lo riprese Hikaru, cercando di contrastarlo. “Siamo in un ospedale e tu vuoi… basta!” cercò di sfuggirgli, ma Kei aveva un discreto vantaggio su di lui dal momento che era riuscito a sedersi sul suo bacino, immobilizzandolo, tenendolo alla propria mercé.
“Appunto, siamo in un ospedale e non ti vuoi fare visitare!” ribatté il più grande.
“Ma io sto bene!”
“Avevi la febbre!” obbiettò Kei e Hikaru rise, incapace più di opporsi, arrendendosi.
“Oh, va bene, ok, fermo. Fermo con queste mani!” gli chiese, riuscendo a prendergli i polsi.
Kei sorrise per quella sua vittoria e pur rimanendo seduto su di lui, si spostò, di modo da riuscire a sbottonargli il camice, sollevandogli la felpa.
“Fermo così! Ti voglio ascoltare” disse, infilandosi le cuffie alle orecchie e prendendo la campana, posandogliela sul petto.
“Si dice auscultare” lo corresse Hikaru, osservandolo.
“È uguale, ora zitto, per favore e faccia dei respiri profondi” gli chiese, spostandosi a destra e a sinistra sul suo torace e poi posandosi sul cuore, dove restò ipnotizzato dal suono del suo battito.
Hikaru lo osservò, prendendogli una mano e giocherellando con le sue dita, osservando l’espressione sul viso di Kei quando si rese conto che la velocità dei palpiti era aumentata.
“Hikaru, il tuo cuore batte in modo strano!” gli disse Inoo e il medico rise, levandogli le cuffie e lasciando che lo stetoscopio pendesse dal suo collo.
“Fammi rivestire” gli chiese, mentre Kei si sollevava da lui e poi Yaotome lo riprendeva su di sé dopo essersi nuovamente messo seduto. “Il mio cuore batte così quando ci sei tu” gli confessò e Kei sorrise.
“Lo fa sempre? Così veloce?”
Hikaru annuì: “A volte anche di più” ammise.
“Oh” si sorprese Kei. “Anche il mio lo fa quando facciamo l’amore” gi disse, guardandolo con fare malizioso e Hikaru scosse il capo.
“Il mio anche per molto meno” confessò, infilandogli di nuovo le cuffiette e prendendo la campana, posandosela sul petto. “Per esempio così” gli disse, posandogli una mano sulla testa e congiungendo le loro labbra trasformando quel contatto in un bacio appassionato.
Quando si separarono Kei era a corto di fiato e sentiva la testa leggera: toccare con mano in modo così completo i sentimenti di Hikaru era un’esperienza unica.
Si tolse gli auricolari e li mise al medico, prendendogli la campana e posandosela sul cuore, volendo che a sua volta l’altro sapesse come lo faceva sentire.
Hikaru sorrise e gli baciò di nuovo le labbra, riponendo gli strumenti sul comodino, stringendo Inoo tra le proprie braccia, baciandogli la fronte in modo tenero.
Kei lo guardò da sotto in su e sorrise, posando la testa sulla sua spalla e sentendosi in pace con il mondo.
Tags: comm: 500themes_ita, comm: diecielode, fanfiction: hey! say! jump, genere: au, genere: fluff, genere: oneshot, genere: romantico, hey! say! jump: inoo kei, hey! say! jump: yaotome hikaru, pairing: hikanoo, rpf, tabella: 500themes, tabella: humanity face, warning: slash
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