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Ichigo
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[Hikanoo] My blood gets hotter and she controls all of me

Titolo: My blood gets hotter and she controls all of me [Overdose –EXO-]
Fandom: RPF - Hey! Say! JUMP
Personaggi: Yaotome Hikaru, Inoo Kei
Pairing: Hikanoo
Rating/Genere: nc-17/romantico, erotico, AU
Warning: slash
Wordcount 1.800 fiumidiparole
Note: la storia è scritta per la diecielode per la tabella Humanity Face con il prompt ‘Orecchie’ e per la 500themes_ita con il prompt ‘Mani ruvide’.
Della Serie
Disclaimer: I protagonisti di questa storia non mi appartengono, non li conoscono personalmente e i fatti di seguito descritti non hanno fondamento di verità. La storia non è scritta a scopo di lucro.
Tabella: 500themes_ita
Tabella: Humanity Face

“Permesso…”
Kei si piegò per riuscire a passare oltre la serranda abbassata del negozio di musica, cercando con lo sguardo il fidanzato.
“Kei-chan, sei tu?” lo riconobbe il titolare dell’attività e datore di lavoro di Yaotome.
“Buonasera capo!” lo salutò educatamente il più giovane, accennando un inchino, facendo ridere l’altro.
“Ma dai, non c’è bisogno di essere così formale!” gli disse, finendo di chiudere la cassa.
“Hikaru è già andato via?” domandò Inoo, non vedendo l’altro in giro.
“Ah, no, oggi mi ha chiesto se poteva usare la sala prove. È sul retro se vuoi raggiungerlo!” gli indicò una porta dietro al bancone, un po’ nascosta tra gli scaffali.
“Grazie!” annuì Kei, sorridendo.
“Ah, Kei-chan?” lo richiamò l’uomo, lanciandogli un mazzo di chiavi. “Puoi dire tu a Hikaru di chiudere bene quando esce? Qui all’entrata ci penso io!” spiegò e Kei annuì, stringendo bene il portachiavi, facendolo tintinnare.
Scese alcuni scalini che conducevano a un seminterrato insonorizzato che il proprietario aveva fatto allestire i primi tempi in cui aveva avviato la sua attività e che per arrotondare cedeva in affitto a piccoli gruppi e che adesso, di tanto in tanto permetteva a Hikaru di usare per le sue prove in solitaria.
Kei sentì il tipico suono del basso e sorrise, accostandosi alla porta socchiusa e spingendola appena con la mano, sbirciando dentro, vedendo Hikaru seduto sull’amplificatore che ascoltava il suono del proprio strumento, accordandolo.
Inoo rimase alcuni istanti a osservare di nascosto il fidanzato: gli piaceva scorgere l’espressione assorta del più piccolo, concentrato in quella sua più grande passione. Gli sarebbe piaciuto farlo anche in modo meno nascosto, se solo Hikaru non si vergognasse e ogni volta che lo sorprendeva a fissarlo perdeva ogni sensualità nel viso facendo delle smorfie, con disappunto di Kei.
Quando lo vide alzarsi e sistemarsi la fascia al collo pronto a suonare, Kei palesò la sua presenza, bussando con la mano alla porta e chiamando il fidanzato che si volse verso di lui.
“Posso?” chiese, sorridendogli.
“Kei! Ma certo che sì, che sorpresa, non ti aspettavo!” gli disse Yaotome, muovendo un passo verso di lui.
“Lo so, ho finito tardi al corso e sono passato a prenderti data l’ora. Il capo mi ha detto che ti fermavi qui, posso rimanere per sentirti suonare?” gli chiese, prendendo posto sul bracciolo del divano, sollevando le gambe, abbracciandosi le ginocchia.
“Certo che sì, sarai la mia musa ispiratrice!” scherzò Hikaru, abbassandosi per baciarlo sulle labbra, muovendo le dita sulle corde e i tasti. “Devo provare l’introduzione per la nuova canzone e con gli altri che fanno caciara mi riesce veramente pochissimo. Yuto parte con la batteria e non lo ferma più nessuno, Kota e Keito fanno a gara a chi riesce a suonare più veloce e io non ci capisco proprio nulla! Sono in netta minoranza!” si lamentò, sorridendo poi all’altro. “Ma sono tutti dei bravissimi ragazzi e con loro mi trovo bene, molto meglio che con la vecchia band!” ammise, sedendosi vicino a Kei sul divano, tirandosi verso il bordo per trovare miglior appoggio.
“Ancora non me li hai presentati, quando li posso conoscere? Perché lo sai vero che io assisterò alla prima del vostro concerto, vero?” gli disse Kei, bacchettandolo per quella sua mancanza, tirandogli un orecchio.
Hikaru rise, guardandolo con la coda dell’occhio, tenendolo un po’ sulle spine: “Te li farò conoscere presto! Al momento siamo un po’ occupati a cercare un cantante… oh, a meno che non ti voglia proporre!” chiese.
“Io non so cantare e poi se canto chi vi farà le fotografie per poi lanciare la vostra immagine?”
“Oh, faresti questo per noi?”
“Certo che sì, ci vuole anche questo e io sono il miglior fotografo che possiate trovare!” affermò sicuro di sé.
“Non ne dubito, ho già visto di cosa sei capace!” lo elogiò, sporgendosi di nuovo verso di lui e Kei si chinò per baciarlo, circondandogli poi le spalle con un braccio.
“Avanti, fammi sentire qualcosa!” lo spronò e Hikaru iniziò a pizzicare le corde e premere sui tasti per fare gli accordi, perdendosi nel ritmo, fermandosi di tanto in tanto in tanto per appuntare delle correzioni sullo spartito base che aveva preparato o confermando l’idea iniziale.
Kei però, dopo una mezz’ora buona, iniziava a stufarsi della poca considerazione che il fidanzato stava avendo nei suoi riguardi e cominciò a muoversi sul divano cercando una posizione migliore e distraendo Hikaru rubandogli la matita, volendo segnare lui le correzioni, le quali però venivano puntualmente cancellate da Hikaru e riscritte.
“Kei, dai!” gli chiese quando l’altro iniziò a fargli delle domande sullo strumento e a mettere le dita in mezzo alle sue sulla cassa e tra le corde.
“Non hai ancora finito? Mi sta venendo la nausea a sentirti suonare e suonare sempre lo stesso pezzo!” si lamentò.
Hikaru rise e lo guardò divertito: “Hai già cambiato idea? Non sei il mio fan numero uno? Dovresti essere grato di poter assistere a queste prove!”
Kei sbuffò, scuotendo la testa: “Ma è noioso!” ammise prendendogli una mano e fissandogli le dita. “E poi guarda qua che mani ruvide! Non pensare di sfiorarmi mai più con una pelle del genere!” lo ammonì, incrociando le braccia al petto e guardandolo interessato alla sua reazione.
Hikaru rise e si tolse la fascia, rimettendo il basso nella custodia e tornando a sedersi vicino al fidanzato.
“Questo è il prezzo che devo pagare per il fatto che mi esercito molto e quando diventerò famoso grazie a tutti i miei sforzi non la penserai più così!” precisò, passandogli una mano sul ginocchio.
“Ah, quindi dovrei essere contento perché ti eserciti su un’altra donna e non si di me?” ribatté Inoo.
Hikaru scoppiò a ridere: “Cosa?”
“Sì, ogni volta che ti guardo suonare è come se tu facessi l’amore con quella chitarra!” appuntò.
“Primo, si chiama basso e secondo questa mi giunge assolutamente nuova! Sei geloso di uno strumento?”
“Esattamente!” annuì Kei senza battere ciglio e Hikaru rise, abbracciandolo e portandolo cavalcioni su di sé, stringendolo sui fianchi.
“Non hai alcun motivo per essere geloso, anche se… in effetti, potrebbe anche essere così, sai, il senso del ritmo che ti da il basso, la sensualità delle note…” iniziò a elencare, prendendo in giro il più grande, vedendo sul suo volto comparire il disappunto più grande.
“Il senso del ritmo? Sensuale? Ma per favore! Hai qualcosa di me di cui lamentarti per caso?” domandò incalzante Kei e Hikaru rise, tentando di baciarlo, ma Kei si scostò da lui, spingendolo per le spalle.
“Te lo do io il senso del ritmo!” lo provocò, circondandogli il collo con un braccio e accostandosi al suo orecchio, mormorando piano il suo nome e iniziando a muoversi in modo oltremodo sensuale sulle sue gambe, lasciando che le mani scorressero sul corpo del più piccolo dalle braccia, passando per il petto e sulle gambe, verso il ginocchio, risalendo, mentre con voce sempre più roca e bassa, iniziava ad ansimare con ‘ritmo’ sempre più crescente.
“Kei stai giocando sporco” lo rimproverò Hikaru, tendendosi però per riuscire ad avere un contatto maggiore con il tocco delle sue mani e percepire ulteriormente il suo fiato caldo sulla propria pelle.
“Sono molto corretto, invece!” replicò l’altro, attento a parlare direttamente nel suo orecchio, posando le labbra leggere dietro il padiglione e poi spostandosi a baciarlo lievemente sull’arcata auricolare.
Hikaru mugolò di piacere, stringendo Kei per la vita, voltando il viso per riuscire a raggiungere le sue labbra, prendendole tra le proprie, mordendole avido.
Kei sorrise tra sé per quella vittoria, partecipando al bacio, non volendo negarlo a se stesso in prima persona, ma separandosi da Hikaru guardandolo esaustivo.
Il musicista lo fissò con sguardo adorante, quasi volesse mangiarselo con i soli occhi e Kei rise, incorniciandogli il volto con le mani, spostandosi indietro con le dita verso l’orecchio, stuzzicandolo ancora.
“Allora? Cosa vuoi fare? Vuoi ballare con me adesso?” chiese con fare seducente, sollevandosi sulle ginocchia e portando le mani all’orlo della maglietta dell’altro, tirando verso l’alto per sfilargliela.
Yaotome lo lasciò fare e senza rispondergli a parole si chinò su di lui, baciandogli il collo e infilando le mani sotto i vestiti, avendo cura di spogliarlo piano, ma senza indugiare oltre, volendo che le loro pelli entrassero in contatto il più presto possibile.
Kei rise, sentendo l’impazienza del compagno direttamente contro il proprio stomaco e si chinò su di lui, baciandolo sulle labbra, portando una mano tra le gambe di Hikaru, accarezzandolo e sentendolo ansimare sempre più forte, mentre lo stringeva contro di sé e lo preparava con le dita.
“Vedi come si muovono bene le tue mani su di me?” lo provocò Kei con voce roca, guardandolo malizioso e Hikaru spalancò i propri occhi per la sfacciataggine del fidanzato, chiudendogli la bocca con la propria, mordendogli le labbra come punizione e sfilando poi le dita da lui quando lo sentì pronto per ricevere di più.
Kei si tese, scivolando sull’erezione del compagno con lentezza, assecondando il proprio desiderio di dilatare il più a lungo possibile il momento in cui poteva sentirlo unirsi a lui e lasciandosi andare a un sospiro soddisfatto quando finalmente scese del tutto su di lui.
Hikaru ebbe cura di carezzarlo gentilmente cercando di distrarlo e di fare in modo che si abituasse presto a sentirlo dentro di sé e quando Kei si mosse, cercando un contatto maggiore, Hikaru ondeggiò a sua volta con il bacino, prendendo presto insieme il loro ritmo e raggiungendo il vertice massimo del piacere.
Kei si lasciò andare tra le braccia di Yaotome che subito lo strinsero e il più piccolo gli baciò una tempia, passandogli una mano tra i capelli, aspettando che si risollevasse da lui, aiutandolo a sfilarsi da sé.
“Allora?” Kei si sedette accanto a Hikaru, poggiando la testa sulla sua spalla, guardandolo da sotto in su.
“Allora cosa?” gli domandò l’altro, pungolandogli una guancia con il dito.
“Io sono meglio di quella chitarra!” appuntò di nuovo.
“È un…”
“Sì, sì, lo so, è un basso. Come sei pignolo!” lo rimproverò, cercando i pantaloni per rivestirsi e Hikaru lo imitò, fermandosi però prima di infilarsi la maglia e comparire alle spalle del fidanzato, stringendolo, baciandolo dietro l’orecchio.
“Sei tu la mia passione più grande” mormorò piano e Kei si volse sorpreso verso di lui.
“Eh?” chiese, vedendo l’altro allontanarsi da sé e finire di sistemarsi. “Hikka, cosa vuol dire?”
“Quello che ho detto!” rispose l’altro sbrigativo.
“Oh mio… sei diventato tutto rosso!” lo prese in giro Kei, girandogli intorno a petto nudo.
Hikaru cercò di sviarlo, cercando di evitare che lo guardasse in volto, prendendo le sue cose.
“Muoviti a preparati, o ti lascio qui!”
Kei rise, afferrando la propria maglietta, ma tornando all’attacco, affatto dimentico dell’imbarazzo dell’altro. Per quanto poi quella sua confessione gli avesse fatto oltremodo piacere, scaldandogli il cuore, Kei era lo stesso deciso a tormentarlo fino a che non avrebbe ammesso quel suo punto debole.
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